Viaggio dentro Ubisoft Montréal


Montréal - Siamo nel quartier generale di Ubisoft Montréal, in Canada. La scritta che accompagna l’immagine (Welcome to the Creed) sembra amichevole, ma in realtà va letta come Hic sunt leones oppure, in modo più diretto, come Non sognatevi minimamente di scendere questi gradini.
Il livello di sicurezza è altissimo in tutto il complesso, un’ex fabbrica di tessuti riconvertita a partire dal 1997. Ovunque vedi porte blindate e bussole metalliche apribili solo attraverso i badge aziendali; telecamere. L’attenzione alla difesa dallo spionaggio industriale, comprensibile in una fabbrica che produce idee, raggiunge quasi l’ossessione. Il piano -1, dove lavora il team di Assassin’s Creed, è una sorta di sancta sanctorum: qui non solo non si può fotografare (regola applicata praticamente ovunque nel resto del complesso), ma addirittura è assolutamente vietato l’ingresso.


 Il motivo di tanta segretezza è presto spiegato: con 38 milioni di copie vendute da novembre 2007 a febbraio 2012, la serie Assassin’s Creed è una gallina dalle uova d’oro anche per una software house che ha all’attivo altri titoli di grande successo come Prince of Persia, le saghe firmate Tom Clancy (Splinter Cell e Rainbow Six) e si appresta a lanciare sul mercato Far Cry 3 (settembre) seguito dall’attesissimo Watch Dogs (2013).

Al di là dello spesso velo di segretezza, l’ambiente di lavoro di Ubisoft Montréal appare piuttosto rilassato, il risultato di un felice matrimonio tra lo stile silicon valley e la rilassatezza un po’ decadente del Québec. “L’età media dei nostri 2100 dipendenti è di 33 anni e l’80% di loro sono creativi", racconta Marie-Michelle Crevier, capo della comunicazione di Ubisoft. "Ecco perchè cerchiamo di rendere l’ambiente di lavoro stimolante. Abbiamo 2 bar ristoranti e un centro sportivo”.
Tutto, all’interno del complesso, parla di creatività digitale. Durante il nostro tour incontriamo locandine di tutti i titoli prodotti dalla compagnia, bozzetti originali appesi alle pareti e action figures dei personaggi più celebri.
Gli ascensori sembrano cabinet di giochi da bar, tappezzati delle immagini di Just Dance 3, il gioco di ballo di cui Ubisoft ha sviluppato la versione per il Kinect di Microsoft. Persino le anonime scale rivestite di mattoni rossi e i vecchi montacarichi non sembrano lì a caso. E in effetti non lo sono, tanto che sono stati usati dai disegnatori come modello per l’ambientazione dei giochi della serie Splinter Cell.
Appesa a un muro c’è un’immagine che potrebbe sembrare una foto di classe con tanto di autografi. Raffigura invece i primi 50 dipendenti dell’azienda assunti nel 1997, quando i francesi di Ubisoft scelsero la canadese Montréal per aprire i loro primi studios in Nord America. La concorrenza della vicina regione anglofona del New Brunswick, anch’essa fortemente intenzionata ad attrarre l’investimento, fu vinta dal governo del Québec grazie ad un pianto di incentivi pubblici che prevedeva inizialmente l’erogazione a Ubisoft di 25 mila dollari (15 mila da Quebec e 10 mila dal Governo Federale) per ogni dipendente assunto nei primi 5 anni di attività. Negli anni successivi altri interventi pubblici hanno contribuito a portare i dipendenti dell’aziendat fino agli attuali 2100, con ulteriori piani di espansione previsti per il 2013. “Al di là dell’aspetto economico, Montreal fu scelta per altri motivi. In primo luogo qui si parla francese, gli affitti sono ragionevoli, ma allo stesso tempo si è in pieno Nord America. Poi la città era già ben nota per la sua anima creativa”.

L’arrivo della software house francese ha cambiato il volto del Mile End, un quartiere all’epoca degradato dalla crisi dell’industria tessile che aveva lasciato dietro di sè scheletri vuoti. In uno di questi, un vecchio edificio di mattoni rossi, si insediò il primo nucleo degli studios, che inizialmente occupavano un solo piano. Oggi i piani sono diventati 5 e fanno di Ubisoft Montréal il più grande centro di produzione di videogiochi dell’emisfero occidentale. Anche il quartiere non è più quello degli anni ’90. Il Mile End è diventato uno dei quartieri più cool della città, popolato da locali di tendenza e abitato da giovani creativi.
Non solo. L’apertura della sede di Ubisoft ha tracciato la strada all’arrivo a Montréal di altre case di produzione, come Electronic Arts, Eidos, Thq e Warner Bros, facendo della città a metà tra il Canada e l’Europa una delle capitali mondiali della creatività digitale.

Popular posts from this blog

Lettera di Ezio a Sofia

Assassin's Creed Streaming ITA